Perché in Italia nulla sarà come prima…

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Vecchio

 

 

La situazione economica in Italia non dà nessun segno di reale miglioramento, la crisi continua a colpire pesantemente, infatti le aziende seguitano a chiudere, la disoccupazione è incrementata, persiste la contrazione dei consumi a causa della caduta della spesa delle famiglie e la povertà assoluta è aumentata. Ma nonostante tutto ciò la classe politica italiana continua ad occuparsi di problemi di poca importanza e che distraggono la popolazione.

Il governo Letta viene accusato di immobilismo per la totale assenza di provvedimenti economico-strutturali. Un Esecutivo che tira a campare. Ma in realtà mantiene lo status quo realizzato dal Governo Monti.

Il controllo sociale sulla popolazione italiana, che nonostante le chiare mancanze del governo continua a non ribellarsi, sta funzionando. Ecco cosa sta accadendo e perché la situazione non cambierà.

La maggior parte della popolazione italiana non conosce a fondo le decisioni che la riguardano prese dalle élites politiche ed economiche internazionali.

La crisi economica è stata creata per far accettare come un male ineluttabile l’abbattimento dei diritti sociali. Gli italiani sono ormai educati alla rassegnazione ed alla accettazione del fatto che siamo in crisi e così un reale miglioramento della propria situazione viene vista come una chimera.

I telegiornali ed i quotidiani nazionali continuano a parlare della crisi economica come sempre più difficile da risolvere, e allo stesso tempo viene fatto credere che quello che accade non si può evitare e che in fondo la colpa non è di nessuno. Di conseguenza, invece che ribellarsi, la popolazione continua a cadere in una condizione di repressione psicologica che porta all’inibizione a reagire. Infatti vengono instillate nella popolazione paure e incertezze che inducono a comportamenti depressivi. “Non bisogna spendere perché la crisi non è finita e non si sa quando finirà.” Cosi facendo non circola il denaro, le aziende non vendono, di conseguenza vengono licenziate le persone, diminuisce il reddito delle famiglie ed aumenta la povertà generale. E’ un circolo vizioso.

Viene fatto credere che i giovani sono meglio degli anziani e per risolvere i problemi bisogna rottamare la vecchia politica.

Il nuovo che avanza, Matteo Renzi, eletto segretario del Partito Democratico dalle primarie dello scorso dicembre, in realtà non farà nulla per cambiare la situazione, infatti le politiche repressive dell’Unione Europea non vengono realmente messe in discussione nemmeno dal nuovo leader del PD. Renzi non a caso continua a ripetere che il Governo Letta deve andare avanti ma a patto che faccia le riforme… Ma quali riforme? Il Jobs Act? Che prevede il  Contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti, facendo così credere che con meno diritti si assumerebbe di più. L’abolizione delle provincie? Abolizione del Senato? Renzi finge di contrastare il governo Letta  per garantirsi il consenso popolare indispensabile per succedere all’attuale presidente del Consiglio ma proseguirà con le stesse politiche di austerità. E tutto questo sotto la regia del burattinaio Giorgio Napolitano....

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