Il concetto di Verità secondo Papa Francesco

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Angelus 23 giugno 2013:

…E poi ci sono tante persone, cristiani e non cristiani, che “perdono la propria vita” per la verità. E Cristo ha detto “io sono la verità”, quindi chi serve la verità serve Cristo. Una di queste persone, che ha dato la vita per la verità, è Giovanni il Battista: proprio domani, 24 giugno, è la sua festa grande, la solennità della sua nascita. Giovanni è stato scelto da Dio per preparare la via davanti a Gesù, e lo ha indicato al popolo d’Israele come il Messia, l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (cfr Gv 1,29). Giovanni ha consacrato tutto se stesso a Dio e al suo inviato, Gesù. Ma, alla fine, cosa è successo? E’ morto per la causa della verità, quando ha denunciato l’adulterio del re Erode e di Erodiade. Quante persone pagano a caro prezzo l’impegno per la verità! Quanti uomini retti preferiscono andare controcorrente, pur di non rinnegare la voce della coscienza, la voce della verità! Persone rette, che non hanno paura di andare controcorrente!…

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2013/documents/papa-francesco_angelus_20130623.html


Quindi in pratica ha detto che qualsiasi verità va bene… non solo quella di Cristo ma peccato che Gesù abbia detto che “Io sono la Via, la Verità e la Vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” Gv 14,6

Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla Verità. Chiunque è dalla Verità, ascolta la mia voce» 
Gv 18,37

E chiaramente ci sono due concetti di verità:

1) vero o falso, verità o bugia

2) Verità: soggettiva, vale a dire: la Via da seguire. Quindi nel caso di Gesù: la Sua Verità. 

Fare il paragone con Giovanni Battista che è stato ucciso per aver denunciato la verità dell’adulterio e paragonarlo alla Verità proclamata dalla Voce di Cristo è come mettere capre con cavoli cioè in questo caso confondere il primo concetto di verità con il secondo. 

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Quegli 80 euro di Renzi

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Il 12 marzo scorso, “il Consiglio dei Ministri ha approvato la relazione del Presidente, Matteo Renzi, sui provvedimenti che si attueranno in materia di riforme costituzionali e sugli interventi di politica economica inclusa la riduzione del carico fiscale. In particolare, la relazione del Presidente del Consiglio, ha toccato le riforme economiche e per il lavoro, individuando misure che, nel rispetto del tetto del 3% del Pil fissato per l’indebitamento netto, possano garantire una strategia d’urto per la ripresa del Paese in termini di competitività e ripresa di domanda interna. Tra le misure previste, la relazione approvata ha individuato in 10 miliardi di euro le risorse per consentire l’aumento della detrazione Irpef in busta paga ai lavoratori dipendenti sotto i 25 mila euro di reddito lordi, circa 10 milioni di persone, dal 1° maggio prossimo, per un ammontare di circa 1000 euro netti annui a persona.”

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=75126

Vale a dire 80 euro al mese in busta paga. Soldi che arriveranno, come promesso dal presidente del Consiglio, il 27 maggio prossimo. Appena due giorni dopo le Elezioni del Parlamento Europeo del 25 maggio 2014.

Per combattere la recessione economica in cui versa da molto tempo ormai il nostro paese e la stretta prolungata sui consumi, Renzi punta, mettendo la cifra risibile di 80 euro in tasca agli italiani, a far ripartire il mercato interno.

Ma il vero intento di questa misura è di far dimenticare con l’elemosina di 80 euro al mese che la crisi economica è stata causata dalle politiche recessive iniziate da Mario Monti, che ha distrutto, come da lui stesso dichiarato, proprio la domanda interna, e proseguite da Enrico Letta. Politiche che il Partito Democratico, di cui è segretario Matteo Renzi, ha sostenuto pienamente. Ma soprattutto comprando gli italiani a condizione di continuare con le politiche di austerità. Infatti come dichiarato dallo stesso Renzi la copertura dei 10 miliardi previsti arriverà per un ammontare di 3 miliardi dal risparmio della spesa pubblica.

Il Commissario Straordinario per la Revisione della Spesa (spending review), Carlo Cottarelli, nominato da Enrico Letta e confermato da Renzi, ha risposto in merito proprio il 12 marzo, illustrando, ai senatori durante l’audizione della 5ª Commissione permanente (Programmazione economica, bilancio) del Senato della Repubblica, le misure proposte per la spending review. Cottarelli ha indicato, tra l’altro, una riduzione dei costi nella sanità, tagli sul trasporto ferroviario e soprattutto ha parlato per quanto riguarda il settore pensionistico di “un contributo temporaneo di solidarietà sui trattamenti più elevati a beneficio della fiscalizzazione degli oneri per i lavoratori neoassunti”

Proposta quest’ultima che Renzi ha dovuto smentire il giorno dopo dichiarando però che solo per il momento i soldi in tasca ai pensionati non li avrebbe messi. http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-c29d47bf-2ba8-48e8-abb7-1b0033e121df.html?refresh_ce

Dunque continuerà la politica recessiva che sta portando anche alla perdita dei diritti del lavoro con il provvedimento del Jobs Act che si propone di prevedere l’introduzione di tipologie contrattuali con tutele crescenti.

Perchè Renzi ha fatto questa promessa degli ottanta euro? Perchè pensa che il popolo italiano accetti ancora le ingiustizie e soprattutto si faccia comprare. Che stia al gioco di un operazione di marketing finalizzata ad accaparrare voti in vista delle prossime europee. Per continuare quindi, con il consenso degli italiani, dopo aver elargito l’elemosina, con le politiche di austerità (spending review).

Dimostriamo che gli italiani puntano più sulla qualità che sulla quantità e l’apparenza.

I veri obiettivi del Governo Renzi

Italy's Prime Minister Renzi talks with his former counterpart Monti during a confidence vote at the Senate in Rome

 

E’ entrato in carica a partire dal 22 febbraio 2014 il Governo presieduto da Matteo Renzi, che segue i Governi Monti e Letta. Tutti e tre questi Esecutivi sono stati imposti dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il pretesto per queste scelte è la crisi economica finanziaria che attanaglia il nostro paese.

Il Governo Monti ha causato un peggioramento netto della nostra economia ed è stato lo stesso Mario Monti ad ammetterlo in un’intervista alla CNN nel maggio del 2012 in cui ha dichiarato di aver distrutto la domanda interna. Poi è seguito il Governo Letta che ha solo mantenuto lo status quo instaurato dal Governo Monti. Si è reso quindi necessario un cambiamento. Un nuovo governo scelto da Napolitano. Vale a dire il Governo Renzi che promette di cambiare registro.

Vediamo i punti del programma illustrato oggi da Renzi in Senato. Il nuovo presidente del Consiglio ha auspicato il raggiungimento degli Stati Uniti d’Europa per rendere anche l’Italia di nuovo competitiva sul piano internazionale. Infatti secondo Renzi l’unione fa la forza. Prima del semestre europeo di luglio in cui l’Italia sarà presidente di turno, Renzi ha richiamato la necessità di varare riforme in tema di fisco, lavoro, pubblica amministrazione, giustizia. Renzi promette lo sblocco dei pagamenti alle imprese, l’accesso al credito delle piccole e medie imprese, la riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale attraverso misure non legate esclusivamente alla revisione della spesa. In questo modo farebbe ripartire l’economia dando la possibilità di nuove assunzioni. Ma a che prezzo tutto ciò? Il prezzo è il Jobs Act che Renzi promette di varare a marzo, che prevede il Contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti, facendo così credere che con meno diritti si assumerebbe di più.

Perciò questa crisi artefatta, dopo aver distrutto la dignità degli italiani, tenta di renderli disposti ad accettare anche la perdita dei loro diritti pur di riavere un lavoro.

Sul versante delle riforme istituzionali e costituzionali Renzi ha dichiarato di aver raggiunto un accordo che va oltre la maggioranza e che riguarda tre punti: la legge elettorale (il cosiddetto Italicum), il superamento del bicameralismo perfetto attraverso la trasformazione della Senato in un’Assemblea delle autonomie di secondo grado (con un ddl che sarà esaminato a marzo dal Senato), la revisione del titolo V ovvero delle ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni (con un ddl che sarà esaminato alla Camera). Il Governo, inoltre, ha pronto un ddl per abolire le province prima delle elezioni di maggio. Questo significa, con la legge elettorale che prevede lo sbarramento all’8% per i partiti che si presentano da soli, l’esclusione dalla Camera dei Deputati, della maggior parte dei partiti italiani. Facendo diminuire la possibilità del confronto democratico. Con l’abolizione del Senato si mira demagogicamente ad incolpare ai costi della politica la motivazione di una crisi creata ad arte per soggiogare i popoli. Si vuole creare un unico centro di potere, infatti Renzi vuole impedire il voto alle prossime provinciali di maggio facendo abolire le Provincie, abolendo quindi le differenze territoriali. Renzi ha promesso inoltre di revisionare il titolo V della Costituzione affermando che ci sono troppe divisioni territoriali che impediscono il funzionamento della macchina amministrativa. Ma il vero intento è quello di creare un unico blocco di potere dove le minoranze e le rappresentanze territoriali non avranno più voce in capitolo. Quindi meno democrazia e meno diritti politici per i cittadini. Abolendo il Senato e le Provincie si abolisce anche la storia del Paese.

Il Governo Renzi vuole continuare con le privatizzazioni e favorire l’ingresso degli investimenti stranieri che tanto danno stanno portando alle nostre piccole e medie imprese che sono costrette a chiudere anche per la concorrenza delle multinazionali straniere. I cambiamenti in Italia con questo programma saranno solo apparenti perchè nella sostanza i cittadini italiani non avranno più voce in capitolo sulle decisioni delle istituzioni politiche che obbediscono a diktat provenienti dai centri di potere della finanza speculativa internazionale.

 

Perché in Italia nulla sarà come prima…

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Vecchio

 

 

La situazione economica in Italia non dà nessun segno di reale miglioramento, la crisi continua a colpire pesantemente, infatti le aziende seguitano a chiudere, la disoccupazione è incrementata, persiste la contrazione dei consumi a causa della caduta della spesa delle famiglie e la povertà assoluta è aumentata. Ma nonostante tutto ciò la classe politica italiana continua ad occuparsi di problemi di poca importanza e che distraggono la popolazione.

Il governo Letta viene accusato di immobilismo per la totale assenza di provvedimenti economico-strutturali. Un Esecutivo che tira a campare. Ma in realtà mantiene lo status quo realizzato dal Governo Monti.

Il controllo sociale sulla popolazione italiana, che nonostante le chiare mancanze del governo continua a non ribellarsi, sta funzionando. Ecco cosa sta accadendo e perché la situazione non cambierà.

La maggior parte della popolazione italiana non conosce a fondo le decisioni che la riguardano prese dalle élites politiche ed economiche internazionali.

La crisi economica è stata creata per far accettare come un male ineluttabile l’abbattimento dei diritti sociali. Gli italiani sono ormai educati alla rassegnazione ed alla accettazione del fatto che siamo in crisi e così un reale miglioramento della propria situazione viene vista come una chimera.

I telegiornali ed i quotidiani nazionali continuano a parlare della crisi economica come sempre più difficile da risolvere, e allo stesso tempo viene fatto credere che quello che accade non si può evitare e che in fondo la colpa non è di nessuno. Di conseguenza, invece che ribellarsi, la popolazione continua a cadere in una condizione di repressione psicologica che porta all’inibizione a reagire. Infatti vengono instillate nella popolazione paure e incertezze che inducono a comportamenti depressivi. “Non bisogna spendere perché la crisi non è finita e non si sa quando finirà.” Cosi facendo non circola il denaro, le aziende non vendono, di conseguenza vengono licenziate le persone, diminuisce il reddito delle famiglie ed aumenta la povertà generale. E’ un circolo vizioso.

Viene fatto credere che i giovani sono meglio degli anziani e per risolvere i problemi bisogna rottamare la vecchia politica.

Il nuovo che avanza, Matteo Renzi, eletto segretario del Partito Democratico dalle primarie dello scorso dicembre, in realtà non farà nulla per cambiare la situazione, infatti le politiche repressive dell’Unione Europea non vengono realmente messe in discussione nemmeno dal nuovo leader del PD. Renzi non a caso continua a ripetere che il Governo Letta deve andare avanti ma a patto che faccia le riforme… Ma quali riforme? Il Jobs Act? Che prevede il  Contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti, facendo così credere che con meno diritti si assumerebbe di più. L’abolizione delle provincie? Abolizione del Senato? Renzi finge di contrastare il governo Letta  per garantirsi il consenso popolare indispensabile per succedere all’attuale presidente del Consiglio ma proseguirà con le stesse politiche di austerità. E tutto questo sotto la regia del burattinaio Giorgio Napolitano....

L’obiettivo finale della Massoneria: distruggere il Cristianesimo

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Per raggiungere i propri scopi la Massoneria ha come obiettivo finale la distruzione del Cristianesimo. Infatti il messaggio cristiano ostacola il disegno massonico, in quanto essendo una fede dogmatica, cioè che sostiene una Verità assoluta, impedisce di realizzare l’uguaglianza tra le diverse religioni, attraverso il comune rispetto dell’Essere Supremo, in favore di una religione universale.

Definire dunque il proselitismo una solenne sciocchezza” come ha fatto Papa Francesco è un messaggio molto pericoloso perché rischia di annacquare l’importanza della diffusione corretta della fede cristiana. http://www.repubblica.it/cultura/2013/10/01/news/papa_francesco_a_scalfari_cos_cambier_la_chiesa-67630792/

 

Gesù Cristo la pensava in maniera differente…

Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” Mt 28, 19-20

Vediamo come deve essere il cristiano per Papa Francesco:

“Se il cristiano è restaurazionista, legalista, se vuole tutto chiaro e sicuro, allora non trova niente. La tradizione e la memoria del passato devono aiutarci ad avere il coraggio di aprire nuovi spazi a Dio. Chi oggi cerca sempre soluzioni disciplinari, chi tende in maniera esagerata alla “sicurezza” dottrinale, chi cerca ostinatamente di recuperare il passato perduto, ha una visione statica e involutiva. E in questo modo la fede diventa una ideologia tra le tante.” http://www.corriere.it/cronache/13_settembre_19/papa-francesco-intervista_b16299a8-213a-11e3-abd6-3cb13db882d4.shtml

Ma è già tutto chiaro e sicuro, infatti Gesù ha detto:

“Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui. Gv 14, 21

Nella Prima Lettera di Giovanni viene sintetizzato quanto detto da Gesù sulla fondamentale importanza dei Comandamenti: “Chi dice: «Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui.”1 Giovanni 2, 4

Per Papa Francesco “la Verità essendo in definitiva tutt’uno con l’amore, richiede l’umiltà e l’apertura per essere cercata, accolta ed espressa.” http://www.repubblica.it/cultura/2013/09/11/news/sintesi_lettera_bergoglio-66283390/ ma questo è un concetto massonico, e non quello di Gesù che infatti ha detto: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.». Gv 14, 6. «Allora Pilato gli disse: “Dunque tu sei re?”. Rispose Gesù: “Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce.». Gv, 18, 37

E’ nella Massoneria invece è prevista la ricerca della Verità:

“Il Rito Scozzese Antico ed Accettato (RSAA) è un sistema di Gradi Massonici che elabora, integra ed espande il contenuto dei tre Gradi cosiddetti Simbolici della Libera Muratoria Universale. Nel rispetto della esclusiva Giurisdizione delle Grandi Logge che amministrano i primi tre Gradi dell’iter iniziatico massonico e che sono il fondamento della Libera Muratoria, senza dei quali la Massoneria non esisterebbe, il RSAA, sulla loro base, erige la sua sovrastruttura che si definisce Piramide Rituale e, lavorando alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo offre al Maestro Massone, attraverso la serie dei suoi Gradi, dal IV al XXXIII, una più profonda interpretazione dei Simboli ed una maggiore illuminazione che sprona il Massone nella ricerca della Verità.”http://www.ritoscozzese.it/tool/home.php

Difendere la fede cristiana è perciò un modo per opporsi al disegno totalitario massonico.

Ordo ab Chao

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Il potere in Italia in questo momento storico è collettivo. I veri oppositori sono stati eliminati. Non c’è più opposizione. Al potere sono due opposizioni che si sono annullate a vicenda. Come si è arrivati a questa situazione? Con il suo Governo, Mario Monti aveva dichiarato di voler cambiare il modo di vivere degli italiani, ed è riuscito nel suo intento: ci ha educato a chinare il capo e dare come pecore i nostri averi agli speculatori. Dio rispetto a loro è nulla, via le  radici cristiane, rieduchiamo  gli Italiani, che conoscano il vero dio..  il mercato.   http://www.maristaurru.com/index.php/Articoli/Monti-Co-educare-gli-Italiani-ad-esser-schiavi-remissivi-ma-i-suicidi-fioccano-a-migliaia.html

Ma come fa un uomo a imporre il potere su un altro uomo? Lo si fa soffrire. Non è sufficiente che obbedisca. Se non soffre, come facciamo a essere certi che non obbedisca alla nostra volontà ma alla sua? Potere vuol dire infliggere dolore e umiliazione. Potere vuol dire ridurre la mente altrui in pezzi che poi rimetteremo insieme nella forma che più ci parrà opportuna. (1984 Orwell) Si controlla la mente, la si predispone all’accettazione e alla rassegnazione. Ed è quello che è stato fatto con la crisi economica-finanziaria, i sacrifici imposti ingiustamente hanno portato molti italiani alla rassegnazione. Alla perdita di speranza, alla rinuncia ai propri sogni ed aspirazioni, alle difficoltà nel costruirsi una famiglia. La famiglia viene a poco a poco sgretolata. Si vuole abolire perfino il concetto di mamma e papà. Due ruoli naturali, quelli di madre e padre, che si tenta di mettere in ombra distruggendo così la famiglia. Vengono distrutti i riferimenti per creare il caos.

Il motto universale della Massoneria è Ordo ab Chao, ordine dal caos.

Distruggendo la famiglia si distruggono le radici. Così come combattendo l’idea di nazione, no nazionalismo ci viene detto, ma lo scopo è quello di arrivare ad unico stato. Ecco l’obiettivo finale: unico stato, unica religione, unica nazione, unico capo. Il governo Letta non è succube dell’Unione Europea ma la sua ideologia è quella massonica. Il sistema è diventato massonico.

Siamo noi a scegliere il nostro destino. Lasciamoli soli…

 

La guerra perenne massonica

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Si cerca sempre un nuovo nemico ma non lo si abbatte mai veramente, perché la guerra sia perenne.

La crisi economico-finanziara attuale è un autentico inganno. E’ stata creata ad arte per tenere sotto giogo i popoli. Nonostante sia fittizia, però, la crisi sta distruggendo tutti i beni di consumo in eccedenza e contribuisce a favorire la disposizione mentale votata alla rassegnazione ed alla implicita sottomissione di cui ha bisogno una società organizzata in maniera gerarchica. Una società votata alla povertà materiale. La crisi economica è come una guerra ma è un affare puramente interno. Oggi i gruppi del potere politico fanno la guerra ai propri sottoposti. E’ una guerra perenne. Si stanno annullando tutte le differenze (etnia, religione, genere, tendenze sessuali) per una sempiterna pace che è in realtà la repressione di ogni dissenso e ribellione. Una pace permanente, un nuovo ordine mondiale massonico, è la stessa cosa di una guerra permanente. Ma possiamo ribellarci a questo disegno, siamo di più di loro.

 

Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore. E quando si dirà: «Pace e sicurezza», allora d’improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà.”

1 Tessalonicesi 5, 1-3